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Antonia Pozzi, poetessa in “un destino”

Puntata di Poetando – Artevarese | video-poesia su Antonia Pozzi con Poeticanti e Padre Elia.

Un Cistercense e il suo rapporto con la poesia

Intervista a Padre Elia a cura di Luisa Cozzi   |  Poetando – Avarese

Padre Elia, al secolo Sergio Spezzano, madre-lingua arbëreshe, Monaco-Poeta dell’Abbazia di Chiaravalle, in quel di Milano, ci racconta la sue letture e i suoi versi e la sua visione poetica, talvolta ispirata da altri Monaci italiani e non, affermatisi anche come poeti e portatori di un dettato etico oltre che estetico. Durante questa chiacchierata che ha spaziato dall’origine della poesia ai giorni nostri, ci siamo ritrovati in un pomeriggio soleggiato, a camminare, correre e sostare, tornando al punto di partenza: nella sua valle chiara.

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Perché questo premio?

Ricordare, proporre oggi ai giovani, la voce di una giovane come loro, diventa molto importante perché non è indicare un modello di vita e di azione ma un dire come la poesia; come è successo per Antonia, può essere un veicolo per quel grido interiore inespresso per molti di essi (e inascoltato per tutti), perché esprimendolo non soltanto si viene liberati ma si acquista la capacità di cambiare davvero un pezzettino di mondo come ogni generazione dovrebbe essere libera di fare e mettere mano consapevolmente a questo progetto.

La genesi di “Voci di un eterno dire”

Ogni giorno entrando in coro per cantare Dio, rivolgo il mio cuore alla fragilità degli uomini e idealmente il mio sguardo al di là del muro, dove esattamente ottant’anni fa è stata ritrovata, in fin di vita, Antonia Pozzi e vorrei accogliere dentro me il suo grido e fonderlo con la preghiera che canto.

Partendo proprio da questo pensiero vorremmo illustrare che cosa ci ha spinto a ideare un premio di poesia per giovani dedicato ad Antonia Pozzi, da assegnare presso l’Abbazia di Chiaravalle.

(Padre Elia Spezzano)


L’ALLORA

Antonia Pozzi (1912-1938) durante la sua vita ha manifestato, pur non ascoltata, il disagio nei confronti di una società che tendeva a manipolare le coscienze. Siamo a ridosso degli anni Trenta, periodo del cosiddetto consenso verso il fascismo, e l’Italia è in espansione. Sembra che tutto vada bene eppure vengono promulgate le leggi razziali e il decennio si chiude con l’adesione a una guerra per sostenere l’espansione del nazismo e con l’illusione di trarne dei vantaggi. Sembra che tutto vada bene, ma Antonia si accorge del contrario: pur provenendo dalla borghesia milanese, scopre le periferie e ne rimane affascinata, e le fotografa e le frequenta. Non come la classica dama che dall’alto concede il suo sguardo ai poveri ma condividendo e sognando di essere una di loro, di vivere in maniera semplice, di poter dire e di sentirsi dire in maniera semplice: “ti voglio bene”. Rimane inascoltato il suo bisogno di amore, pur rivolto a persone (poeti e filosofi) che dovrebbero avere un animo sensibile. Ma nonostante le sue incredibili qualità viene, in un certo senso, emarginata e questa sua urgenza rimane invisibile.

L’OGGI

Quante storie e vite di giovani, oggi, riecheggiano in questo scenario di Antonia …
Ci incontriamo, giorno per giorno, con fragilità inascoltate e bisogni di assoluto inappagati, sogni e progetti di bene naufragati in banalizzazioni e inviti generici a tenersi la testa sulle spalle e a crearsi uno spazio.
La ricerca di assoluto di Antonia, ossia di un rapporto autentico con gli uomini, la natura e il mondo non era soltanto una ricerca di se stessa, ma la ricerca di un rapporto fondante che però nessuno era in grado di condividere con lei. E questo la avvicina ai giovani dei giorni nostri che pur amando scelte radicali e avendo sete di assoluto, non sempre riescono a concretizzare questa realtà nell’attuazione dei loro progetti.
Avvicinare i giovani alla poesia attraverso un premio a loro dedicato può essere veicolo di espressione del proprio mondo interiore, può favorire progetti tesi a esprimere la propria sete di assoluto e può infine essere un incoraggiamento a continuare a credere alla possibilità di realizzare i propri sogni. Per questo abbiamo pensato di dedicare ai ragazzi da 14 a 26 anni d’età un premio di poesia esclusivamente per loro, intitolandolo ad Antonia Pozzi.

CHIARAVALLE

Quanto alla scelta della Abbazia di Chiaravalle come luogo di assegnazione del Premio, essa non deriva soltanto dal fatto che Antonia sia stata ritrovata, in posizione fetale e in fin di vita, nel prato antistante l’Abbazia, ma anche perché Chiaravalle è frequentata da molti giovani ed è un luogo che parla e può parlare di Assoluto.
Secondo la testimonianza dei monaci, molti giovani non soltanto ammirano una scelta così radicale, ma vedono lo spazio che la comunità monastica dà loro come una boccata d’ossigeno in un mondo che non sa più fermarsi e contemplare.
La comunità monastica stessa si sente coinvolta da queste tematiche e quindi Chiaravalle diventa, per così dire, lo scenario naturale dove tutto questo si può svolgere affinché ogni generazione, come detto, abbia la libertà di sognare e la consapevolezza di poter realizzare il proprio sogno, trovandosi un giardino rigoglioso di ascolto.

Padre Elia Spezzano | Luisa Cozzi